Scrivo lettere, non ho mai imparato a fare newsletter.

Mi capiterà di avvisarti su novità e vendite speciali, certo, ma preferirò raccontarti di viaggi e materiali preziosi, letture illuminanti e nuovi gioielli. Ti prego di entrare e aspettare di ricevere la prima email, non mi offenderò se poi vorrai andar via.

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Storia

Mara Bragaglia

Io, Mara Bragaglia, studio filosofia e amo le parole.

Prendo sempre il tè alle 16:00, anziché alle 17:00, perché penso che si debba avere il coraggio di provare a fare le cose diversamente.
Credo nell'immaginazione come possibilità di scoperta nelle fibre del reale, non nella fantasia.

Maraismara è la parte di me più audace e coraggiosa, ma anche un percorso strambo e imprevedibile - come la vita.

 

Questa foto appartiene a marzo 2012 ed è una delle prime che (mi) scattai.
All'epoca Chiara Ferragni era quasi un fenomeno underground, Instagram forse neanche esisteva e io avevo i capelli lunghi lunghi trattati con l'henné. 
Studiavo filosofia e avrei voluto continuare a farlo a lungo, quindi avevo bisogno di finanziarmi. Maraismara non è nato per gioco, volevo davvero crearmi un lavoretto! 
In quel periodo, chissà perché, realizzavo dei peculiari accessori per capelli: cominciai da quelli.

Scoprii che c'erano ragazze capaci di attirare tanta attenzione su dei blog, scrivevano di vestiti e accessori ed erano lette con grande interesse. Sapevo che lì fuori c'era qualcuno che, proprio attraverso questi canali, avrebbe potuto vedere i miei cerchietti e magari desiderarne uno.

 

Questo è il primo pacchetto che spedii.
Lo ricevette una ragazza gentile ed entusiasta che parlò di me sul suo blog, permettendomi di fare la prima vendita.
Quella ragazza si chiamava Chiara Biasi e le sono tanto grata, lei non immagina quanto.
Ero una studentessa di filosofia che amava disegnare, non sapevo nulla di queste cose, ma ben presto capii che i cerchietti erano troppo di nicchia.

 

Nacquero i "Bangle Zip", i bracciali fatti con le cerniere. Oggi mi fanno sorridere per la tenerezza e l'imbarazzo, ma all'epoca furono un grande successo.

Ad un certo punto, necessità contingenti e personali mi portarono a realizzare loro, i miei primi bracciali incisi.
A questa foto sono molto legata: fu la prima ad attirare l'attenzione delle persone su un acerbo Instagram, e fu quella che mi permise di incontrare Valentina Ferragni, una ragazza d'oro che, pur non conoscendomi, fece quello che avrebbe fatto qualsiasi amica nel vedermi paurosa e insicura: mi spinse. 
Ora come allora, grazie Vale!

Dovevo essere la sola a fare queste rudimentali incisioni personalizzate, perché in breve fui sommersa di richieste. Non facevo che rispondere a messaggi sulla pagina Facebook. Imparai tantissimo.

Comprai il dominio www.maraismara.com e creai il primo shop online: era più che brutto - bruttissimo! - ma pareva funzionare.

 

Inizio 2013, il primo gioiello vero e proprio: un semplice anello in oro 9kt e delle perle di acqua dolce.
Direte che manca un pezzo, che qualche passaggio sia stato omesso, e invece no: ve l'ho detto che sono testarda. 
Non so come feci, ma ci riuscii

Ero stanca di realizzare sempre i soliti bracciali e ormai avevo scoperto una passione: non già semplicemente "creare", ma stimolare l'immaginazione cercando di capire come fare a ottenere un determinato oggetto materiale, come far funzionare quell'attrezzo che avevo visto sul profilo Instagram di un goldsmith americano, come mostrare e racontare, a quella manciata di persone che mi seguivano, tutto quello che creavo e conferirvi un valore.

Avevo una sete insaziabile a guidarmi, volevo essere libera, cioè capace di realizzare qualsiasi gioiello mi balzasse in mente e riuscire anche a venderlo.
Studiai i cataloghi dei fornitori, acquistai libri e ogni attrezzo che potessi permettermi. Con sempre più strumenti per far lavorare la mente, avevo più possibilità di trovare soluzioni, e queste, a loro volta, di presentarsi al mio cospetto con nuovi quesiti e sfide. 

Un circolo virtuoso di beata ignoranza che mi portò di fronte a scelte incredibili.

Ora il racconto si fa più veloce perché fu tutto più turbinoso

Cominciai a capire l'importanza delle foto, a intuire un modo più corretto per mostrare i miei piccoli bruchi alle persone. Intanto investivo tutti i proventi delle vendite in materiali, attrezzi e studio - perché ho sempre letto e studiato tutto

Soltanto provando potevo capire come fare e fare meglio, ma anche come pensare meglioC'è un dialogo continuo tra il rumorio dei pensieri e ciò che da questo si concretizza. La parola, l'oggetto creato, torna indietro e dialoga di nuovo con il pensiero, arricchendolo. Un circolo virtuoso di beata ignoranza, appunto.

Questa foto la scattai a Milano nel maggio 2016. 
È soltanto allora che cominciai a definire i miei bruchi gioielli.

Non fu un passaggio da poco, perché alla base di tutto c'è il pensiero, in quanto unico strumento per segnare la strada. Credo che solo la chiarezza di intenti possa permettere il raggiungimento di un obiettivo. 

"Se non sai dove andare poco importa che strada prendi", dice il Bianconiglio ad Alice.

Se non realizzi gioielli, non venderai mai gioielli.

 Più muovevo passi in questo settore, desiderosa di padroneggiare le tecniche necessarie a costruire una linea diretta tra mente e mani, più viaggiavo, parlavo con fornitori lontani e imparavo.
Essere un'orafa-designer-brand indipendente è sempre costato tanto, ma mi ha permesso di rimanere libera in ogni scelta e portato a conoscere  - e interrogarmi - su aspetti del mestiere apparentemente remoti.
Maturai presto la convinzione che ad un design bello deve rispondere un'etica altrettanto bella

La mia fortuna è stata quella di essere molto vicina al panorama inglese, estremamente sensibile al problema.
Nel luglio 2016 Maraismara è diventato il primo laboratorio orafo italiano autorizzato a lavorare l’Oro Etico Certificato Fairtrade. 
Maraismara

 

 

 

Negli anni scrivere questa pagina mi ha sempre intimorita, ma credo che ora possa servire a dire:
credete nei vostri sogni e, se ancora non li avete trovati, fidatevi di quello che vi dice il cuore.

Se però questo sogno lo conoscete, non perdetelo mai di vista: pensatelo, pensatelo sempre con tutta la forza che avete nel cuore perché, in un modo o nell'altro, sarete guidati lungo il sentiero giusto.

È semplice? No.
È per tutti? No, è per chi corre continuando ad annusare il profumo dei fiori. 

 

Scriveva Sylvia Plath:

«Non posso chiedermi più del massimo ma solo io so dove finisce il mio massimo. Sta a me scegliere: scappare dalla vita e annientarmi definitivamente perché non sono in grado di essere perfetta da subito, senza fatica e fallimenti, o affrontare la vita a modo mio e “lavorare al meglio”».