A me non piacciono le email pressanti e assetate di vendita. "Pensato per te" - suona familiare? 

Qui voglio fare le cose in maniera diversa.
Devi sapere che le mie email sono lunghe e arrivano qualche volta al mese. Raccontano qualcosa che è capitato o mi ha colpito, e talvolta chiedo un'opinione su un nuovo gioiello o una decisione difficile.

Spendi un po' di tempo con noi, aspetta di leggere qualche riga e decidi se restare. Non mi offenderò se vorrai disiscriverti.

No Grazie
Buon compleanno!

Oggi è un giorno speciale:
Maraismara compie 5 anni.

Mi sento fortunata, grata e col fuoco dentro, assetata per quello che verrà. Questo però voi lo sapete già, perché mi seguite ogni giorno.

Mi incoraggiate, mi fate i complimenti e, con rara e preziosa gentilezza, mi bacchettate un poco quando ce n'è bisogno. Mi suggerite idee preziose e chiavi di lettura sul mondo, eppure, al tempo stesso, mi dite che sono un modello e che vi ispiro. Mi chiedete come faccio. 

Per questa ragione ho deciso che oggi parlerò della storia di Maraismara, che è la storia di una ragazza buffa e testarda. Lo voglio fare perché sappiate che qui fuori c'è qualcuno come voi, forse anche meno fortunato, che sa che i tempi che corrono sono quelli che sono, che il mondo oggi è difficile e via discorrendo, ma che ha imparato a correre annusando i fiori, piuttosto che pensare a queste cose e dare la colpa all'universo. 

Perciò lo dirò solo ora, perché i dettagli di questo lato della storia non hanno alcuna utilità: gli ostacoli che ho incontrato sono stati orribili e kafkiani, ad personam e irragionevoli. Ora va un po' meglio, ma non è rose e fiori. Basta.

Questa foto appartiene a marzo 2012 ed è una delle prime che (mi) scattai.
All'epoca Chiara Ferragni era quasi un fenomeno underground, Instagram forse neanche esisteva e io avevo i capelli lunghi lunghi trattati con l'henné. 

Realizzavo dei piccoli e (in parte) graziosi accessori per capelli.
Sfatiamo il mio primo mito: non è stato un caso, io volevo davvero crearmi un lavoretto. Non me la sentivo di vendere disegni, così tentai con quelle cose dalle quali avrei potuto separarmi senza troppi singhiozzi di coscienza. 

Studiavo filosofia e avrei voluto continuare a farlo a lungo, quindi avevo bisogno di finanziarmi.

Ho tentato questa strada perché mi pareva la più semplice (andavo a lezione 6 giorni su 7, non potevo voler conquistare il mondo).
C'erano tante ragazze capaci di attirare l'attenzione sui propri blog, scrivevano di vestiti e accessori ed erano lette con grande interesse. Sapevo che lì fuori c'era qualcuno che, proprio attraverso questi canali, avrebbe potuto vedere i miei cerchietti e magari desiderarne uno.

Questo è il primo pacchetto che spedii.
Lo ricevette una ragazza gentile ed entusiasta che parlò di me sul suo blog. 

Quella ragazza si chiamava Chiara Biasi e le sono tanto grata, lei non immagina quanto.

Ero una studentessa di filosofia che amava disegnare, non sapevo nulla di queste cose, ma ben presto capii che i cerchietti erano troppo di nicchia. Ve l'ho detto, io volevo vendere.

Ad un certo punto, necessità contingenti e personali mi portarono a realizzare loro, i miei primi bracciali incisi.

A questa foto sono molto legata: fu la prima ad attirare l'attenzione delle persone su un acerbo Instagram, e fu quella che mi permise di incontrare Valentina Ferragni, una ragazza d'oro che, pur non conoscendomi, fece quello che avrebbe fatto qualsiasi amica quando sei insicura e hai paura: mi spinse. Ora come allora, grazie Vale!

All'epoca dovevo essere la sola a fare queste rudimentali incisioni personalizzate, perché in breve fui sommersa di richieste. Non facevo che rispondere a messaggi sulla pagina Facebook. Imparai tantissimo.

Comprai il dominio www.maraismara.com e creai il mio primo shop online: era più che brutto - bruttissimo! - ma pareva funzionare.
Ancora fatico a descrivere l'emozione che provai quando ricevetti la prima notifica di acquisto: una ragazza sconosciuta aveva ordinato un bracciale da me e tramite il mio sito web!


 

Inizio 2013. 
Eccoli, loro furono i miei primi gioielli "veri e propri".

Direte che manca un pezzo, che ho saltato qualche passaggio, e invece no: ve l'ho detto che sono testarda.
Non so come feci, ma ci riuscii

Mi ero stancata di fare sempre i soliti bracciali, inoltre ormai avevo scoperto una passione: non già semplicemente "creare", ma stimolare l'immaginazione cercando di capire come fare a ottenere quel determinato effetto, come far funzionare quell'attrezzo che avevo visto sul profilo Instagram di un goldsmith americano, come mostrare e racontare, a quella manciata di persone che mi seguivano, tutto quello che creavo e conferire un valore a questi oggetti.

Avevo una sete insaziabile a guidarmi: con sempre più strumenti per far lavorare la mia testolina, avevo più possibilità di trovare soluzioni e queste, a loro volta, di presentarsi al mio cospetto con nuovi quesiti e sfide. 

Un circolo virtuoso di beata ignoranza che mi portò di fronte a scelte incredibili.

Ora la narrazione si fa ancora più veloce, perché fu tutto più turbinoso

Cominciai a capire l'importanza delle foto, a intuire un modo più corretto per mostrare i miei piccoli bruchi alle persone. Intanto investivo tutti i proventi delle vendite in materiali, attrezzi e studio - perché ho sempre letto e studiato tuttoBazzicavo convegni di filosofia e prendevo treni per forum di marketing e fiere.

Soltanto provando potevo capire come fare e fare meglio, ma anche come pensare meglioC'è un dialogo continuo tra il rumorio dei pensieri e quello che da questi si concretizza. La parola, l'oggetto creato, torna indietro e dialoga di nuovo con il pensiero, arricchendolo. Un circolo virtuoso di beata ignoranza, appunto.

Questa foto la scattai a Milano nel maggio 2016. 
È soltanto in quel periodo che cominciai a definire i miei bruchi GIOIELLI.

Guardate che non è un passaggio da poco: è il pensiero la base di tutto, in quanto unico strumento per segnare la strada. Vale a dire che solo la chiarezza di intenti può permetterti di raggiungere un obiettivo. 

"Se non sai dove andare poco importa che strada prendi", dice il Bianconiglio ad Alice.

Se non realizzi gioielli, non venderai mai gioielli.

Ora siamo arrivati alla storia recente, all'oro certificato Fairtrade e alle avventure che ben conoscete.

Tutto questo per dire:
credete nei vostri sogni e, se ancora non li avete trovati, fidatevi di quello che vi dice il cuore.

Se però questo sogno lo conoscete, non perdetelo mai di vista: pensatelo, pensatelo sempre con tutta la forza che avete nel cuore perché, in un modo o nell'altro, sarete guidati lungo il sentiero giusto.

È semplice? No.
È per tutti? No, è per chi corre continuando ad annusare il profumo dei fiori. 

 

Scriveva Sylvia Plath:

«Non posso chiedermi più del massimo ma solo io so dove finisce il mio massimo. Sta a me scegliere: scappare dalla vita e annientarmi definitivamente perché non sono in grado di essere perfetta da subito, senza fatica e fallimenti, o affrontare la vita a modo mio e “lavorare al meglio”». 

Grazie di cuore per avermi accompagnato fin qui!

Mara, 
il vostro #ElfoALavoro ❤️

 

 


3 commenti

  • Davvero congratulazioni Maraismara. Anch’io sto seguendo il mio cuore ed una visione che ho avuto, ed un pezzo dopo l’altro il mio sogno si sta componendo. Sono felice che tu sia già così avanti su questa strada!

    Francesco Castioni

  • Ci siamo giá scambiate alcuni messaggi e sai cosa penso di te e delle tue creature.. al mio ragazzo ho detto che se mai vorrá regalarmi un anello..deve chiederlo a te!❤

    Chiara

  • Storia splendida e incoraggiante. Tanti auguri Maraismara!
    Elena

    Elena

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